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La polenta

Fin da quando l'uomo ha scoperto l'uso del fuoco per cuocere i cibi, i cereali tritati sono stati impiegati per preparare piatti simili all'attuale polenta.

I Romani utilizzavano il farro per preparare il puls, da cui deriva proprio il termine “polenta”, un cibo molto diffuso all'epoca.
I Greci affibbiarono loro per questo motivo il soprannome puliphagonides ossia “polentoni”. In realtà, anche loro impiegavano un piatto simile a base di orzo.

Grano saraceno
, miglio, frumento e anche castagne sono stati tutti (e sono tuttora) alla base di farine utilizzate per cucinare la polenta, ma la sua versione più famosa, diffusa in tutto il Nord Italia, è la polenta gialla ottenuta dalla farina di granoturco (in particolare dalla Bramata), detta anche semplicemente farina gialla.
Questa fama, unita alla nomea di “cibo per poveri”, è dovuta alla sua larga diffusione nel mondo contadino dei secoli passati, quando rappresentava il principale (e spesso unico) alimento presente nella dieta delle fasce più povere della popolazione. Questa monotonia alimentare era alla base di malattie come la pellagra se non veniva integrata con verdure, legumi, frutta, carne e pesce. Quando era possibile, si univano alla polenta altri ingredienti nel tentativo (spesso riuscito) di renderla appetitosa: il risultato più famoso di queste “sperimentazioni” è la polenta tiragna (o taragna) preparata con formaggi e burro fuso, grande piatto tradizione delle valli lombarde.

Al giorno d'oggi la polenta è utilizzata per sostituire il pane oppure come accompagnamento per piatti a base di carne, pesce o formaggi.

Varietà
La polenta può essere classificata in base al tipo di farina con cui è cucinata. Le varietà più diffuse in Italia includono:
- farina di granturco (gialla) : la polenta “classica”, si sposa bene con piatti di carne e sughi non troppo ricchi
- farina integrale: usata per ottenere un polenta più consistente e adatta anche ai piatti di carne più “pesanti” e ai formaggi più grassi.
- farina di frumento: si usa per cucinare la polenta “bianca”, ottima per accompagnare i piatti a base di pesce o comunque pietanze dal gusto molto delicato.

Proprietà nutrizionali
Nonostante sia conosciuta come un alimento “povero” la polenta non ha nulla da invidiare agli altri preparati a base di cereali, come il pane e la pasta, di cui ricalca abbastanza da vicino il profilo nutrizionale. Può essere facilmente smentita l'affermazione secondo cui sarebbe un piatto molto “pesante”: è vero piuttosto che è molto saziante e che assorbe facilmente i grassi presenti nei condimenti e negli altri cibi: meglio evitare quindi di abbinarla spesso a intingoli o pietanze ricchi di burro o di olio.

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