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Marsala

La Sicilia ha un’antica tradizione nel campo della viticoltura, e ospita numerosi tipi di vitigno con delle buone rese. Il Marsala ne sfrutta diversi:

- nella variante “bianca”, la più comune, si usano il Grillo, il Cataratto, l’Inzolia e il Damaschino

- nella variante “rossa” (o rubino) sono invece impiegati Pignatello, Nero d’Avola (o Calabrese) e Nerello Mascalese.

A seguito della vendemmia, che occupa spesso tutto il mese di Settembre, il vino è pigiato e viene aggiunto dell’alcool ottenuto da vino oppure dell’acquavite. Nelle tipologie denominate “Vergine” questa è l’unica aggiunta permessa, mentre le altre sono “conciate”, ossia addizionate di “mistella” ossia un mosto addizionato di alcool e, in alcuni casi, mosto cotto.

In seguito, si effettuano una serie di travasi per ottenere una parziale ossidazione, responsabile in parte del sapore particolare del Marsala, e può quindi iniziare il processo di affinamento, diverso a seconda della varietà.

Tipi di Marsala
Il disciplinare di produzione prevede svariate tipologie di Marsala, a seconda delle specifiche caratteristiche del vino e delle aggiunte che sono effettuate.

Classificazione generale

Vergine
Prevede la sola aggiunta di mistella, deve invecchiare in botti di legno per almeno 5 anni (10 per le varietà Riserva e Stravecchio) e avere una gradazione alcolica almeno del 18%.

Conciato
Tutti i vini Marsala addizionati di mosto cotto e/o sifone (mosto cotto non fermentabile) rientrano in questa “categoria” (anche se la denominazione non è solitamente presente in etichetta), che può essere ulteriormente suddivisa a seconda del colore:
- Oro: ottenuta da uve bianche senza aggiunta di mosto cotto
- Ambra: ottenuta da uve bianche con aggiunta di mosto cotto non inferiore all’1%
- Rubino: ottenuta da un minimo del 70% di uve nere (le restanti devono essere comunque uve bianche tra quelle menzionate in precedenza) senza aggiunta di mosto cotto.

Classificazione per invecchiamento
A seconda dell’invecchiamento a cui sono sottoposti, i vini Marsala possono essere ulteriormente suddivisi in:
- Fine (il più comune), invecchiato per almeno un anno e con almeno il 17% di alcool
- Superiore, invecchiato per almeno due anni e con almeno il 18% di alcol
- Superiore Riserva, invecchiato per almeno quattro anni e con almeno il 18% di alcol.

La versione Soleras è invecchiata per almeno 5 anni con il metodo usato per lo Sherry e descritto sopra, che prevede il travaso da una botte all’altra. Se è invecchiato per almeno 10 anni può portare la denominazione Soleras Stravecchio.

Classificazione per contenuto zuccherino
Il Marsala può contenere una quantità variabile di zuccheri, ed è classificato il base a questo contenuto (e al sapore che ne risulta):
- Secco: contiene al massimo 40 gr di zucchero per litro
- Semisecco: contiene tra i 40 e i 100 gr di zucchero per litro
- Dolce: contiene un minimo di 100 gr di zucchero per litro.

Abbinamenti
I vini fortificati sono solitamente bevuti in occasione del dessert oppure come vini da meditazione (ossia consumati da soli e non durante i pasti).

L’abbinamento più ovvio dei Marsala dolci o semisecchi è quello con la ricca e “grassa” pasticceria siciliana, un matrimonio di sapori perfetto. L’elevata alcolicità dei vini Marsala contribuirà infatti a “lavare via” l’untuosità di molti dolci siciliani, tendenzialmente piuttosto ricchi.

Un Marsala Dolce Superiore o Riserva è una delle scelte migliori per accompagnare il cioccolato. Per un fondente superiore (contenente il 70% o più di cacao) è consigliabile scegliere una bottiglia che abbia almeno il 20% di alcool, in modo che il sapore del vino non sia sovrastato dal potente aroma di cacao.

I Marsala Dolci più giovani sono ottimi anche con formaggi stagionati o erborinati (come ad esempio il Gorgonzola o il Roquefort) , mentre i secchi e alcuni semisecchi possono essere consumati anche come aperitivi, in abbinamento agli antipasti.

Marsala
Il Marsala oggi: varietà e metodi di produzione

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